NETTUNO IN ARIETE PER LA VERGINE
Non solo: Nettuno entra ora nell’Ottava Casa, la casa delle trasformazioni, della condivisione, dell’intimità, ma anche delle risorse comuni, del potere. È lì che Nettuno comincia a tessere la sua nuova trama: non più centrata sull’altro, ma su ciò che lega profondamente la Vergine a se stessa e agli altri. È un passaggio che aiuta a risanare. A riprendersi spazi, energie, diritti emotivi e materiali che sono stati messi da parte troppo a lungo. L’Ottava Casa parla anche di economia condivisa: c’è chi inizia a rinegoziare un rapporto lavorativo, un’eredità, un assetto patrimoniale, ma anche semplicemente il dare e l’avere all’interno di un rapporto. La domanda diventa: quanto sto ricevendo in cambio di tutto ciò che ho dato? Quanto valore ho riconosciuto a me stessa negli ultimi anni?
Nettuno qui può ancora creare qualche sfocatura, soprattutto se ci sono situazioni finanziarie poco chiare o rapporti in cui il confine tra vicinanza e dipendenza emotiva non è ben definito. Ma questa volta la Vergine non parte da zero. Anzi: arriva da anni in cui ha imparato a riconoscere i segnali, anche a sue spese. E ora sa distinguere meglio ciò che risuona davvero e ciò che invece ha il sapore del compromesso storto.
Ma ancor prima, Nettuno in Ottava casa è un transito che invita la Vergine a uscire da un protocollo rigido, spesso autoimposto, che negli anni passati le ha fatto sacrificare piacere, leggerezza, spontaneità. È come se qualcosa dentro dicesse: “Adesso basta. Adesso mi riprendo il mio tempo, il mio spazio, il mio piacere”. Dopo anni in cui ha dovuto farsi carico di tutto, controllare ogni cosa, giocare secondo le regole mentre intorno a lei altri baravano o passavano avanti, adesso la Vergine impara a farsi furba, a non essere sempre l’unica a rispettare il regolamento in un gioco dove le regole spesso le dettavano gli altri.
Rinasce una parte più passionale, sensuale, disinibita, tenuta in un angolo per troppo tempo per cercare di “essere all’altezza”, di non deludere nessuno, di non sbagliare. E qui entra perfettamente in scena Dirty Dancing, il film che le hai dedicato nel libro del 2025: perché nessuno può mettere una Vergine in un angolo, anche se negli anni passati molti ci hanno provato, e in alcuni casi ci sono anche riusciti. Come Baby, la protagonista del film, la Vergine smette di fare la brava ragazza, la prima della classe, quella che segue ogni regola come un soldatino. E inizia a danzare. A scoprire che non ha bisogno di chiedere il permesso per brillare. Che può amare senza misurare. Che può vivere senza giustificarsi. Che può godersi la vita – e sé stessa – con più coraggio e meno filtri.
È un ritorno alla passione, ma anche a un nuovo protagonismo. Un protagonismo più autentico, più “rock”, più libero da quelle armature di efficienza che per anni hanno nascosto un cuore vibrante, desideroso di emozioni, di bellezza, di presenza vera. Dopo anni in cui la Vergine si è spesso adattata per salvare l’equilibrio altrui, ora può tornare a concentrarsi sul proprio. A ricostruire i suoi confini, a scegliere con cura chi può entrare e chi no, e soprattutto a rimettere se stessa al centro di una nuova storia, che parla di verità, libertà e realizzazione.